Lunedì verso sera

Ho passato una settimana intensa. Tra lavoro e studio mi sono ritrovata,ieri, a fissare la gente che mi passava vicino ed a pensare. Pensare la povertà di tanti occhi. Vederli che dopo aver fatto la spesa si fermavano a fissare lo scontrino e guardavano il carrello come perplessi. O guardare queste mamme sempre meno contente di ascoltare i discorsi senza senso dei bambini. Pronte a promettergli caramelle in cambio del loro silenzio. Questi bambini con un educazione fatta di urla senza spiegazioni: -possiamo comprarlo? NO. Difronte a tutto questo sono rimasta basita, basita dalla trasformazione dei miei pensieri. Io che valutavo, e speravo, che crescendo le strade si sarebbero fatte si, più difficili, ma molto più interessanti, rimango scioccata. Scioccata da come ci attacchiamo alla borsa nuova o guardando i social alla dieta più semplice da fare. Impegnarci in progetti migliori? Impegnarci a volerci bene, a seguire un amore o a sostenere una giusta causa.
Sembrano tutte parole insensate, lo so. Ma due minuti fa ho letto un messaggio dove mi dicevano che una ragazza si era tolta la vita. Non la conoscevo e ovviamente non giudico, anche se sono tentata di farlo, ma come fai a toglierti la vita? Non ti puoi più aggrappare proprio a niente?

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