Eric Baret

Rispetto il funzionamento della risonanza che vive in me. Non chiedo niente. […]
Quando non c’è storia, c’è solo fascinazione. Cosa potrebbe esservi di più affascinante di quello che sento nell’istante? Niente. […]
Non c’è una verità nascosta dietro le apparenze. La verità è ciò che sento quando non creo la storia che la verità deve essere una cosa diversa da quel che sento nell’istante. In quel momento, la percezione è l’ultima bellezza. Vedere un colore, sentire un suono, gustare un sapore, cosa potrebbe esserci di più bello? Non c’è nient’altro.
A causa della nostra fantasia di voler diventare questo o quello, il pensiero occupa tutto il territorio e non sentiamo più. […]
Quel che impedisce di vedere la bellezza ad ogni istante, è la nostra storia, la nostra aspettativa, la nostra speranza, il nostro dinamismo. Non c’è altro che la bellezza. […]
Abbiamo in noi costantemente bolle di gioia che salgono, colpiscono il cervello, ma le respingiamo costantemente. Diciamo: “No, non è il momento, voglio essere felice domani, sarò felice quando avrò divorziato, quando mi sarò risposato, quando avrò un figlio, quando non avrò più figli, quando sarò più vecchio, più ricco, più saggio, quando mediterò di più, quando sarò meno agitato…” Domani!
Vedere il meccanismo.

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