Grindhouse – A prova di morte

Stuntman Mike: Salute, Butterfly. Il bosco è magnifico, profondo all’imbrunire. E io ho promesse da mantenere e miglia da percorrere prima di dormire. Mi hai sentito Butterfly? Miglia da percorrere prima di dormire!
Jungle Julia: Mi dispiace, Stuntman Burt…
Stuntman Mike: Mike.
Jungle Julia: Mike. Le danze sono già finite.
Stuntman Mike: È la verità? Allora… ho perso la mia chance! [si rivolge a Butterfly] Ti faccio paura? [Butterfly annuisce] È per la cicatrice?
Butterfly: Per la macchina.
Stuntman Mike: Oh, sì, lo so. Scusa, è la macchina della mamma.
Butterfly: Che hai fatto, ci sta pedinando?
Stuntman Mike: No, ma è questo che mi piace di Austin – che è una città così dannatamente piccola!
Jungle Julia: Che vuol dire l’hai già visto?
Butterfly: L’ho visto fuori da Gueros.
Stuntman Mike: Sì e anch’io ti ho vista fuori da Gueros. Tu hai visto la mia macchina e io ho visto le tue gambe. No, non ti sto pedinando, ma non vuol dire non abbia voglia di mangiarti.
Butterfly: Ma sul serio pensi che io ci creda?
Stuntman Mike: Non ti sto seguendo, Butterfly. Sono stato fortunato… allora, che si fa con la nostra lap-dance?
Jungle Julia: Mi dispiace, l’offerta dice una volta sola e lei l’ha già fatta da Anthon’s!
Stuntman Mike: No, non è vero.
Butterfly: E tu che ne sai?
Stuntman Mike: Sono bravo in certe cose. E tu hai l’aria un po’ touché.
Butterfly: Che vuol dire touché?
Stuntman Mike: Ferita di striscio.
Butterfly: Perché dovrei essere ferita?
Stuntman Mike: Perché ti aspettavi che la gente ti avrebbe tormentato tutta la sera, ma dal tuo sguardo direi che non ti ha tormentato proprio nessuno. E questo ferisce un po’ i tuoi sentimenti. Molte poche cose sono affascinanti quanto l’ego ferito di uno splendido angelo. Allora, che si fa con la nostra lap-dance?
Butterfly: Ti dovrai prenotare per la prossima volta.
Stuntman Mike: Solo che, visto che parti tra un paio di giorni, non credo che ci sarà una prossima volta. Ma non fa niente. Lo posso capire se la mia presenza ti imbarazza. Sei comunque una ragazza carina, e mi piaci. Ti devo avvertire di una cosa, però – sai come dice la gente: “Sei schedata!” o “Ormai ti ho capita!” o “Ormai ti ho già messa in archivio.” Bene, si da il caso che io qui abbia una rubrica. E tutti quelli che ho conosciuto sono in questa rubrica. E ora ho conosciuto te e anche tu finisci nella rubrica! Già, però ho paura che… ti dovrò metter sotto… la voce… “cacasotto”.
Butterfly: E se invece te la faccio?
Stuntman Mike: Allora non ti potrei decisamente mettere sotto la voce “cacasotto”, tu che dici?
Butterfly: Come hai detto che ti chiami?
Stuntman Mike: Stuntman Mike.
Butterfly: Bene, Stuntman Mike, io sono Butterfly. E la mia amica Jungle Julia dice che il juke-box che c’è lì dentro è molto fornito.
Stuntman Mike: Sì, ha ragione.
Butterfly: Eh, sì. [Butterfly restituisce la rubrica a Stuntman Mike] Perchè non ti vai a preparare per la tua lap-dance? [Stuntman Mike si alza sorridendo ed entra nel locale]
Jungle Julia: Io avevo detto un ragazzo carino, molto fico, molto sexy e spassoso da morire, ma non buffo di aspetto che diciamo ti scoperesti, allora non hai capito niente?

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