Jorge Luis Borges, Buenos Aires

E la città, adesso, è come una mappa
delle mie umiliazioni e fallimenti;
da quella porta ho visto i tramonti
e davanti a quel marmo ho aspettato invano.
Qui l’incerto ieri e l’oggi diverso
mi hanno offerto i comuni casi
di ogni sorte umana; qui i miei passi
ordiscono il loro incalcolabile labirinto.
Qui la sera cenerognola aspetta
il frutto che le deve il mattino;
qui la mia ombra nella non meno vana
ombra finale si perderà, leggera.
Non ci unisce l’amore ma lo spavento;
sarà per questo che l’amo tanto.

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4 pensieri su “Jorge Luis Borges, Buenos Aires

  1. Stupenda! Per l’ora in cui la posti, per la dolcezza che sprigiona la rassegnata consapevolezza di chi ama e di chi soffre..
    Mi hai fatto tremare!
    Un grazie speciale a te, fatto di silenzio..buio..pace, quella che entrambi sembriamo ricercare.. Grazie

    Liked by 1 persona

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